Il Museo Patek Philippe di Ginevra

Avete presente quei musei pensati principalmente per un pubblico adulto ma che piacciono tanto anche ai bambini? Bene, il Museo Patek Philippe di Ginevra è uno di questi… e non me lo sarei certo aspettato. Forse avrei dovuto, però – in fondo il giorno che mio figlio ha imparato a leggere le ore a scuola, è stato uno di grande gioia. Si è sentito “grande” ed ha chiesto (e ottenuto) un orologio.

Il Museo Patek Philippe

Siamo arrivati al Museo Patek Philippe con il tram numero 15. Pioveva a dirotto e quindi abbiamo solo prestato uno sguardo veloce allo skatepark. Abbiamo presentato la nostra tessera Raiffeisen Memberplus e siamo entrati gratuitamente.

Il museo Patek Philippe di Ginevra è allestito in un palazzo storico ed è disposto su tre piani. L’esperienza è decisamente piacevole: musica classica in sottofondo, moquette verde (già il colore rilassa!), teche di legno dai toni caldi disposte un po’ alle pareti ed un po’ in centro ad isola, e tanto spazio per muoversi.

Ci è piaciuto il fatto che non ci sia un percorso museale obbligatorio da seguire… si guarda quello che si vuole, quando si vuole, ed anche più volte, quindi non si ha il senso di essersi persi qualcosa. Un aspetto negativo riguarda le audio-guide, che sono solo in inglese; inoltre non si possono scattare foto.

Come è strutturato il museo

Il museo Patek Philippe è allestito su tre piani che – a dispetto del nome – non sono unicamente una celebrazione del noto marchio di orologi svizzero, ma una bella vetrina dell’arte orologiera europea degli ultimi 500 anni.

  • 3 piano: gli archivi e biblioteca Patek Philippe
  • 2 piano: la collezione 16-19 secolo
  • 1 piano: la collezione Patek Philippe
  • PT: i mestieri dell’industria orologera

Archivi e biblioteca Patek Philippe

vecchio orologio

Saliamo in ascensore al 3° piano del Museo Patek Philippe di Ginevra ed immediatamente siamo colpiti da due grossi pannelli ricoperti da quelle che sembrano monete, ma che invece sono premi e distinzioni vinte. Fra un pannello e l’altro scopriamo che Patek Philippe non era una persona, bensì due, il polacco Antoine Norbert de Patek ed il francese Jean Adrien Philippe.

Ovviamente ci sono molti libri, delle pipe, un vecchio scrittoio e tanti ingranaggi, ovvero quelli inventati dalla ditta Patek Philippe per funzionare autonomamente, senza dover essere caricati ogni sera. Insomma un’interessante introduzione ai piani inferiori.

La collezione del 16-19 secolo

dettaglio orologio, museo patek philippe ginevra

Il secondo piano del museo Patek Philippe è tutto sfavillante, uno splendore. Ripercorre la storia dell’industria orologiera europea dal 16esimo al 19esimo secolo. Si comincia dai primi orologi meccanici, che erano di grandi dimensioni e destinati ad essere apposti su edifici, così da essere visibili a tutta la collettività.

Occorsero trecento anni prima che gli orologi venissero miniaturizzati e destinati ad uso personale – e questo avvenne nel 1500. Prima di diventare da polso, o da tasca, gli orologi erano “nascosti” negli oggetti più impensati, ad esempio gioielli, tabacchiere, specchi, piccoli necessaire da cucito, piccoli animali e strumenti musicali decorativi, coltelli ed anche ventagli. Ovviamente ci sono anche i box musicali!!!

E poi ci sono gli orologi da tasca, insomma i cipollotti. A mio figlio sono piaciuti particolarmente gli orologi smaltati, per i loro colori vivaci – e specialmente quelli che sulla loro cassa esterna avevano riprodotto (in ogni minimo dettaglio) quadri famosi. Una delizia per gli occhi.

La collezione Patek Philippe

orologio a cipolla

Arrivati al primo piano del Museo Patek Philippe di Ginevra noterete come la collezione Patek Philippe sia diversa da quella del piano superiore: molto più sobria, decisamente elegante – e lo è sempre stata nel tempo, o quasi. Gli orologi vengono mostrati in ordine cronologico e suddivisi per categorie: ci sono quelli da tasca, quelli da polso, orologi commemorativi, i cronografi.  Interessanti, ma forse solo per gli appassionati.

Poi si arriva agli anni sessanta e settanta ed un dettaglio spicca subito: i primi orologi da polso al quarzo. Vi ricordate che orrore? Bene, vi farà piacere sapere che anche quelli Patek Philippe sono inguardabili! Ci sono anche alcuni orologi da tavolo elettrici e un paio di radiosveglie. A mio figlio ne è rimasta impressa una, squadrata, a forma di mattonella! Sul suo comodino, ha detto, non ce la metterebbe mai…

I mestieri dell’industria orologiera

museo patek philippe di ginevra

Siamo arrivati al pianterreno del Museo Patek Philippe di Ginevra, che è dedicato ai mestieri dell’industria orologiera. Ci sono tavoli con attrezzi e macchinari del passato che spiegano il processo di costruzione degli orologi e le professioni specifiche che si occupano della produzione e assemblaggio di ogni parte. La parola chiave, ovviamente, è “alta precisione” ed è valida ancora oggi.

Per rendersi conto in maniera pratica di cosa comporti “creare” un orologio di lusso al giorno d’oggi, ci sono due postazioni dove ammirare maestri orologiai al lavoro, dietro a delle “finestre” di vetro – che però non sono poste a misura di bambino. Significa che i bambini più piccoli di 1 metro e 30 (o forse più) devono essere sollevati, quindi ci siamo soffermati solo alcuni minuti… poi ci siamo diretti all’auditorium.

Peccato, perché sarebbe stato veramente interessante passare del tempo ad ammirare questi professionisti al lavoro. Insomma, mostrare un po’ più di riguardo verso i più piccoli non sarebbe guastato, anche perché sarebbe bastato un semplice rialzino. Direte: forse il museo non è pensato per i bambini! Falso, visto che ci sono visite guidate didattiche riservate alle scuole per bambini a partire dai 7 anni. Quindi margine di miglioramento ce n’è.

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