Lucomagno e il Centro Pro Natura

Avete presente quei paesaggi che si vedono illustrati nei libri per bambini, con distese di prati in fiore, farfalle svolazzanti di tutti i colori e il ruscello che si snoda quasi accarezzando i fili d’erba? LucomagnoEcco, oggi siamo stati protagonisti di uno di quei dipinti, ci sentivamo quasi delle fatine svolazzanti ricoperti di brillantini. Ma in realtà siamo solo andati a fare una gita in Val di Blenio (leggi qui il nostro articolo), più precisamente in zona Lucomagno.

Il sentiero 2 del Lucomagno (Golene del Brenno)

Abbiamo caricato la nonna in macchina, ci siamo procurati uno di quei pic nic poco sani (ma che piacciono tanto ai bambini) e ci siamo avviati lungo la Valle del Sole. Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio sterrato dove c’è l’infocentro Casaccia (posteggio a pagamento) a 1800 m di altitudine. Da lì partono 4 dei 7  sentieri naturalistici del Lucomagno e sono indicati con dei numeri e dei colori.  Diversi di questi sentieri sono in pianura e sono facilmente percorribili con i bambini. Noi abbiamo scelto il percorso arancione no. 2 in direzione dell’Alpe di Pertusio che si chiama “Golene del Brenno” e costeggia il fiume.

Lucomagno
Lungo il sentiero

Lungo il nostro sentiero abbiamo potuto ammirare moltissimi fiori colorati, tra i quali anche le orchidee alpine. Dopo ca. 10 minuti di cammino, sempre in pianura, siamo arrivati al fiume (più che fiume un ruscello). Il paesaggio, come dicevo, è da fiaba. Vicino al fiume abbiamo trovato una pozza con dei girini e i bambini si sono fermati ad ammirarli e a studiarli.

Anche se l’orologio segnava solo le 11.30, abbiamo deciso, senza esitazione e in comune accordo, che quello sarebbe stato il luogo e il momento giusto per fare il nostro pic nic. Ma questo è durato poco, visto che i bambini  si sono precipitati a costruire la classica diga con i sassi (ma tanto l’acqua passa sempre lo stesso…). Abbiamo giocato a chi lancia più lontano il sasso e a chi arriva per primo dall’altra parte del fiume (inutile dirvi che l’acqua era gelida e io sono arrivata ultima!).

attraversiamo il ruscello

A malincuore (perché saremmo rimasti in quel luogo di pace anche tutto il giorno) ci siamo sforzati a continuare  il nostro percorso per circa 25 minuti fino all’Alpe Pertusio. Qui si può ammirare la sorgente del fiume Brenno. Proprio li vicino c’è una fattoria con maiali e mucche e ci siamo diverti a vedere come si rotolano nel fango. Per i più golosi c’ è anche la possibilità di comperare formaggi, ricotte e prelibatezze varie.

Sulla strada del rientro verso Casaccia, i bambini si sono fiondati a correre tra l’erba alta dei prati, come caprioli.

centro pro natura lucomagnoIl Centro Pro Natura del Lucomagno

Sulla strada del rientro verso Biasca, ci siamo fermati al Centro Pro Natura Lucomagno che è un luogo per lo studio e la contemplazione della Natura alpina e il ritrovo ideale per chi desidera delle vacanze rigeneratrici lontano dalla frenetica vita cittadina.

Il centro organizza varie attività, eventi, conferenze e seminari  per conoscere più da vicino gli animali e la natura del luogo. Vengono organizzate anche visite guidate adatte alle famiglie per scoprire il bosco, il fiume, le formiche, gli anfibi e i grandi predatori della natura. Per immergersi ancora di più in questo luogo incantato, vi é anche la possibilità di alloggiare in yurte, bungalow di legno o camere della struttura.

yurta al centro pro natura lucomagno
Ogni anno viene inoltre allestita una mostra interattiva per i bambini su un animale del luogo. Noi abbiamo avuta la fortuna di partecipare alla mostra dedicata al gipeto (che non conoscevo neanche). I bambini hanno potuto costruire il nido di questo rapace con i legnetti, vedere le ossa e toccare per mano (e sì perché il gipeto mangia le ossa) , partecipare attivamente con giochi e ricostruzioni dell’animale.

centro pro natura lucomagnoLa prossima volta mi piacerebbe svolgere la passeggiata guidata per scoprire meglio il mondo delle formiche. adesso che lo so prenoterò in anticipo.
E anche questa é stata una giornata magnifica alla scoperta del nostro cantone che non smetterà mai di stupirci!

Articolo pubblicato il 3 agosto 2018 sulla rivista  Extrasette, inserto del Corriere del Ticino.

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